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I Tetti Di Girgenti a Agrigento su trivago

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Appunti di viaggio

 

Itinerario centro storico

Proseguendo per la via Foderà si arriva alla chiesa di Santo Spirito e all’annesso monastero benedettino di clausura, ritornando indietro e salendo per la scalinata Cognata si giunge alla parte più alta della città araba, dove si possono ammirare i resti del castello arabo, la facciata dell’antica chiesa dell’Itria, la chiesa di Sant’Alfonso e l’attiguo museo dei padri liguorini, la biblioteca lucchesiana, il palazzo vescovile, la cattedrale con annessa torre campanaria e lo Steri in stile chiara montano, sede del seminario Arcivescovile. Tornando indietro e percorrendo le caratteristiche strade della città vecchia si passa per la chiesa di Santa  Maria dei greci e scendendo per i vicoli e le stradine si giunge alla via Atenea.

Via Atenea e le sue chiese

Uscendo dal nostro b&b s’incontrano quali due porte della via Atenea, la chiesa di San Lorenzo, eretta nel seicento in sostituzione di un’altra più piccola con il medesimo nome, e la chiesa di Santa Rosalia. Proseguendo a sud si raggiunge la chiesa dell’Immacolata (San. Francesco) e i resti dell’annesso convento di stile chiaramontano, la chiesa di San Pietro, allora parrocchia frequentata dal piccolo Pirandello, e la monumentale Porta di ponte. Ritornando indietro e ripercorrendo la via Atenea spicca il palazzo Celauro citato da Ghoete nel suo “ Viaggio in Italia”, proseguendo in tale itinerario e superando la via Foderà, s’incontra il palazzetto neogotico già sede del comune di Agrigento e oggi sede di un ente pubblico, la facciata neoclassica del circolo empedocleo, la chiesa di San Giuseppe e l’attiguo collegio dei padri filippini oggi sede d’importanti collezioni, segue la chiesa di San Domenico e l’annesso convento, oggi destinato a sede municipale. All’interno dell’atrio municipale si accede all’ottocentesco teatro Pirandello, nella stessa piazza si erge il convento dei padri agostiniani destinato a sede del Museo Civico. Imboccando la via Garibaldi s’incontrano la chiesa di San Francesco di Paola, la chiesa dell’Addolorata e, nel vecchio quartiere arabo del Rabato, la chiesa di Santa Croce e le antiche case scavate nel tufo.

Itinerario archeologico

Entrando dal lato est della via Sacra, il primo tempio che s’incontra e quello di Giunone Lacinia, presso di cui anticamente si recavano soprattutto gli sposi per chiedere la protezione della dea che rappresentava la fertilità. A seguire, si trova il tempio della Concordia che, dei tre monumenti collocati sul costone, è in migliore stato di conservazione. Di seguito s’incontra la casa del capitano inglese Hardcastle nota come Villa Aurea, e in ultimo, ma non per magnificenza e bellezza, il tempio di Ercole di cui rimangono solo nove colonne. Attraversando la strada si giunge nell’area archeologica al cui interno si conservano i resti del tempio di Zeus, il tempio di Castore e Polluce e più in fondo quello di Vulcano. Circondato da questi splendidi resti, si colloca il giardino della Kolimbetra che raccoglie tutte le piante autoctone che crescono rigogliose. Ripercorrendo la strada parallela alla via Sacra si giunge alla duecentesca chiesa di san Nicola di stile gotico con annesso convento, oggi sede del museo archeologico regionale di Agrigento, dove sono custoditi veri gioielli dell’archeologia tra cui ricordiamo l’Efebo, il Telamone proveniente dal tempio di Zeus, e una ricca collezione di vasi a disegni rossi su sfondo scuro. Di rimpetto al museo si possono ammirare i resti del Quartiere ellenistico-romano, tipico esempio d’impianto ippodameo. Salendo verso la collina di Agrigento si nota l’antica chiesa di San Biagio, costruita sui resti del tempio di Demetra e Kore e più in basso l’area archeologica del santuario delle divinità ctonie, il più arcaico degli edifici sacri dell’antica città.

Itinerario centro storico

Proseguendo per la via Foderà si arriva alla chiesa di Santo Spirito e all’annesso monastero benedettino di clausura, ritornando indietro e salendo per la scalinata Cognata si giunge alla parte più alta della città araba, dove si possono ammirare i resti del castello arabo, la facciata dell’antica chiesa dell’Itria, la chiesa di Sant’Alfonso e l’attiguo museo dei padri liguorini, la biblioteca lucchesiana, il palazzo vescovile, la cattedrale con annessa torre campanaria e lo Steri in stile chiara montano, sede del seminario Arcivescovile. Tornando indietro e percorrendo le caratteristiche strade della città vecchia si passa per la chiesa di Santa Maria dei greci e scendendo per i vicoli e le stradine si giunge alla via Atenea.
Via Atenea e le sue chiese
Uscendo dal nostro b&b s’incontrano quali due porte della via Atenea, la chiesa di San Lorenzo, eretta nel seicento in sostituzione di un’altra più piccola con il medesimo nome, e la chiesa di Santa Rosalia. Proseguendo a sud si raggiunge la chiesa dell’Immacolata (San. Francesco) e i resti dell’annesso convento di stile chiaramontano, la chiesa di San Pietro, allora parrocchia frequentata dal piccolo Pirandello, e la monumentale Porta di ponte. Ritornando indietro e ripercorrendo la via Atenea spicca il palazzo Celauro citato da Ghoete nel suo “ Viaggio in Italia”, proseguendo in tale itinerario e superando la via Foderà, s’incontra il palazzetto neogotico già sede del comune di Agrigento e oggi sede di un ente pubblico, la facciata neoclassica del circolo empedocleo, la chiesa di San Giuseppe e l’attiguo collegio dei padri filippini oggi sede d’importanti collezioni, segue la chiesa di San Domenico e l’annesso convento, oggi destinato a sede municipale. All’interno dell’
atrio municipale si accede all’ottocentesco teatro Pirandello, nella stessa piazza si erge il convento dei padri agostiniani destinato a sede del Museo Civico.
Imboccando la via Garibaldi s’incontrano la chiesa di San Francesco di Paola, la chiesa dell’Addolorata e, nel vecchio quartiere arabo del Rabato, la chiesa di Santa Croce e le antiche case scavate nel tufo.

Itinerario archeologico

Entrando dal lato est della via Sacra, il primo tempio che s’incontra e quello di Giunone Lacinia, presso cui anticamente si recavano soprattutto gli sposi per chiedere la protezione della dea che rappresentava la fertilità.
A seguire, si trova il tempio della Concordia che, dei tre monumenti collocati sul costone, è in migliore stato di conservazione. Di seguito s’incontra la casa del capitano inglese Hardcastle nota come Villa Aurea, e in ultimo, ma non per magnificenza e bellezza, il tempio di Ercole di cui rimangono solo nove colonne.
Attraversando la strada si giunge nell’area archeologica al cui interno si conservano i resti del tempio di Zeus, il tempio di Castore e Polluce e più in fondo quello di Vulcano. Circondato da questi splendidi resti, si colloca il giardino della Kolimbetra che raccoglie tutte le piante autoctone che crescono rigogliose.
Ripercorrendo la strada parallela alla via Sacra si giunge alla duecentesca chiesa di san Nicola di stile gotico con annesso convento, oggi sede del museo archeologico regionale di Agrigento, dove sono custoditi veri gioielli dell’archeologia tra cui ricordiamo l’Efebo, il Telamone proveniente dal tempio di Zeus, e una ricca collezione di vasi a disegni rossi su sfondo scuro. Di rimpetto al museo si possono ammirare i resti del Quartiere ellenistico-romano, tipico esempio d’impianto ippodameo. Salendo verso la collina di Agrigento si nota l’antica chiesa di San Biagio, costruita sui resti del tempio di Demetra e Kore e più in basso l’area archeologica del santuario delle divinità ctonie, il più arcaico degli edifici sacri dell’antica città.

Itinerario centro storico

Proseguendo per la via Foderà si arriva alla chiesa di Santo Spirito e all’annesso monastero benedettino di clausura, ritornando indietro e salendo per la scalinata Cognata si giunge alla parte più alta della città araba, dove si possono ammirare i resti del castello arabo, la facciata dell’antica chiesa dell’Itria, la chiesa di Sant’Alfonso e l’attiguo museo dei padri liguorini, la biblioteca lucchesiana, il palazzo vescovile, la cattedrale con annessa torre campanaria e lo Steri in stile chiara montano, sede del seminario Arcivescovile. Tornando indietro e percorrendo le caratteristiche strade della città vecchia si passa per la chiesa di Santa Maria dei greci e scendendo per i vicoli e le stradine si giunge alla via Atenea.

Via Atenea e le sue chiese

Uscendo dal nostro b&b s’incontrano quali due porte della via Atenea, la chiesa di San Lorenzo, eretta nel seicento in sostituzione di un’altra più piccola con il medesimo nome, e la chiesa di Santa Rosalia. Proseguendo a sud si raggiunge la chiesa dell’Immacolata (San. Francesco) e i resti dell’annesso convento di stile chiaramontano, la chiesa di San Pietro, allora parrocchia frequentata dal piccolo Pirandello, e la monumentale Porta di ponte. Ritornando indietro e ripercorrendo la via Atenea spicca il palazzo Celauro citato da Ghoete nel suo “ Viaggio in Italia”, proseguendo in tale itinerario e superando la via Foderà, s’incontra il palazzetto neogotico già sede del comune di Agrigento e oggi sede di un ente pubblico, la facciata neoclassica del circolo empedocleo, la chiesa di San Giuseppe e l’attiguo collegio dei padri filippini oggi sede d’importanti collezioni, segue la chiesa di San Domenico e l’annesso convento, oggi destinato a sede municipale. All’interno dell’

atrio municipale si accede all’ottocentesco teatro Pirandello, nella stessa piazza si erge il convento dei padri agostiniani destinato a sede del Museo Civico.

Imboccando la via Garibaldi s’incontrano la chiesa di San Francesco di Paola, la chiesa dell’Addolorata e, nel vecchio quartiere arabo del Rabato, la chiesa di Santa Croce e le antiche case scavate nel tufo.

Itinerario archeologico

Entrando dal lato est della via Sacra, il primo tempio che s’incontra e quello di Giunone Lacinia, presso cui anticamente si recavano soprattutto gli sposi per chiedere la protezione della dea che rappresentava la fertilità.

A seguire, si trova il tempio della Concordia che, dei tre monumenti collocati sul costone, è in migliore stato di conservazione. Di seguito s’incontra la casa del capitano inglese Hardcastle nota come Villa Aurea, e in ultimo, ma non per magnificenza e bellezza, il tempio di Ercole di cui rimangono solo nove colonne.

Attraversando la strada si giunge nell’area archeologica al cui interno si conservano i resti del tempio di Zeus, il tempio di Castore e Polluce e più in fondo quello di Vulcano.Circondato da questi splendidi resti, si colloca il giardino della Kolimbetra che raccoglie tutte le piante autoctone che crescono rigogliose.

Ripercorrendo la strada parallela alla via Sacra si giunge alla duecentesca chiesa di san Nicola di stile gotico con annesso convento, oggi sede del museo archeologico regionale di Agrigento, dove sono custoditi veri gioielli dell’archeologia tra cui ricordiamo l’Efebo, il Telamone proveniente dal tempio di Zeus, e una ricca collezione di vasi a disegni rossi su sfondo scuro. Di rimpetto al museo si possono ammirare i resti del Quartiere ellenistico-romano, tipico esempio d’impianto ippodameo. Salendo verso la collina di Agrigento si nota l’antica chiesa di San Biagio,costruita sui resti del tempio di Demetra e Kore e più in basso l’area archeologica del santuario delle divinità ctonie,il più arcaico degli edifici sacri dell’antica città.

 

 


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